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I think the idea of mixing luxury and mass-market fashion is very modern, very now - no one wears.
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Malo world

Storia di Malo

La storia di Malo ha inizio in Liguria negli anni ’70 con Alfredo e Giacomo Canessa che freschi di laurea frequentano la famosa piazzetta di Portofino. E’ in quel luogo che il bel mondo internazionale si ferma per una cena all’aperto e al calare della notte si protegge dalle brezze di montagna con un pullover di cashmere. Si tratta però dei classici maglioni unisex, prodotti in Scozia, tristemente ripetitivi nei colori e con una vestibilità d’altri tempi.

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Un cashmere italiano, realizzato al 70% ancora manualmente e che incontra il gusto di chi apprezza la discrezione del lusso.

I fratelli intuiscono un’opportunità: creare per quella clientela esigente e cosmopolita pullover dalle tinte accattivanti e con una vestibilità up-to-date. Il successo della loro prima produzione amatoriale li incoraggia ad espandersi e a trasferirsi a Firenze che in quegli anni è la indiscussa capitale italiana del lusso.
E così, nel 1972, a Firenze nasce Malo: il primo brand italiano a produrre solo capi in cashmere. Una scelta precisa e assolutamente controtendenza che trasforma Alfredo e Giacomo negli specialisti italiani del filato più pregiato al mondo.

Sin dai suoi esordi il cashmere di Malo colpisce per le sue innovative proposte: i primi ad accorgersene sono quei compratori internazionali che frequentano il Pitti Immagine alla ricerca delle eccellenze del made in Italy. Americani, tedeschi e giapponesi restano abbagliati dalla modernità della collezione Malo con i suoi modelli che avvolgono, i colori che scintillano e le nuances di colore che stupiscono per l’audacia.

Nel decennio successivo Malo diventa sinonimo di un’eleganza accessibile a pochi. Un cashmere italiano, realizzato al 70% ancora manualmente e che incontra il gusto di chi apprezza la discrezione del lusso.

Il passo successivo è anche inevitabile: avvicinarsi alla propria clientela aprendo a partire dal 1984 flagship stores nei mercati strategici.

Una clientela alla quale Malo ha via via offerto collezioni sempre più complete cercando di infondere in ogni capo lo spirito originale dei suoi esordi: il desiderio di portare innovazione in un classico dell’eleganza.

Cronologia

Storia del marchio

  • 1972
    Malo è fondata dai fratelli Alfredo e Giacomo Canessa a Firenze.
  • 1970-1980
    Il marchio Malo diventa famoso su scala nazionale.
  • 1980
    Espansione fuori del territorio nazionale; apertura di un negozio a Milano.
  • 1984
    Il marchio si espande fuori dall’ Italia. Malo USA appare a New York.
  • 1990
    Puntare ad aumentare le esportazioni; apertura di uffici commerciali in mercati strategici (New York, Düβeldorf, Parigi, Tokio).
  • 1993
    Apertutra di Malo boutique a Forte dei Marmi.
  • 1994
    Malo diventa un leader nella produzione di cashmere in Italia dopo l’acquisizione del suo principale concorrente GMG Malima.
  • 1996
    Nuova boutique Malo a Palm Beach.
  • 1998
    L’apertura di Malo boutique a Porto Cervo, Porto Rotondo, Aspen.
  • 2000
    Malo apre a Milano in via della Spiga e via Borgognona.
  • 2001
    L’apertura di Malo boutique a Courmayeur e Marbella.
  • 2006
    Debutto alla New York Fashion Week con la collezione AW.
  • 2012
    Nuova boutique a Beverly Hills.
  • 2014
    Apertura di una boutique a Milano, in Via Montenapoleone 18. Riposizionamento del marchio e sviluppo e apertura di negozi di vendita al dettaglio.
  • 2015
    Apertura di una boutique a Saint Tropez e di due boutiques a Mosca.

dettagli dei filati malo

dettagli dei filati malo

Una poesia di morbida lana merinos, il più soffice “pacha cotton”, la divina seta “shi-silk”, la vicuña e il sofisticato cashmere.

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cashmere

Il cashmere di Malo è un morbido pensiero, è tenerezza. Esclusivo e raffinato, versatile e sofisticato, è l’anima, materia e specchio di Malo. Questa fibra è naturale, leggera ed elegante, è la più versatile, in grado di cambiare e rinnovarsi costantemente grazie alle moderne soluzioni tecnologiche di Malo che permettono la realizzazione di prodotti speciali. Un materiale gratificante in tutti i sensi, è la leggerezza per eccellenza, la morbidezza per definizione, il calore allo stato naturale. La magia comincia nella Mongolia Interna, dove la fibra viene raccolta a mano quando la razza autoctona di capra perde il suo cappotto invernale all’inizio del mese primaverile. Il filato Malo è stato creato dalla fibra di più alta qualità, e viene importato direttamente come materia prima per essere filata e tinta in Italia, nello stabilimento Malo. Ciò che distingue il cashmere Malo dai tanti altri prodotti sul mercato è la qualità misurata in ogni singola fase di approvvigionamento e lavorazione. Per i clienti, questo significa la più morbida, la più sensuale maglieria in cashmere che si lava bene, senza eccessivi pelucchi, e con un enorme potere duraturo. Il cashmere Malo è stato creato per una vita molto lunga e amata all’interno del nostro guardaroba e può essere passato di padre in figlio, di generazione in generazione come un elemento senza tempo.

vigogna

La vigogna è uno dei due camelidi sudamericani selvatici che vivono nelle zone di alta montagna delle Ande ed è l’animale nazionale del Perù. Le Vigogne producono piccole quantità di lana finissima, che è molto costosa, perché l’animale può essere tosato solo ogni tre anni, e deve essere catturato in natura. Quando viene lavorato, il prodotto della lana di vigogna è molto morbido e caldo. Gli Inca apprezzavano estremamente le vigogne per la loro lana, ed era contro la legge per chiunque, indossare indumenti di vigogna, eccetto che per i reali. Sia sotto il dominio degli Inca sia oggi, le vigogne sono state protette dalla legge, tuttavia nel frattempo sono state pesantemente cacciate. Al tempo furono dichiarate in pericolo nel 1974, rimasero all’incirca 6.000 animali. Oggi, la popolazione della vigogna ha recuperato a circa 350.000, e nonostante le organizzazioni di conservazione abbiano ridotto il livello di classificazione delle minacce, ancora si richiedono programmi di conservazione attivi per proteggere le popolazioni dal bracconaggio, dalla perdita dell’habitat, e altre minacce. Oggi gli animali vengono sedati per la raccolta del vello. La fibra è famosa per il suo calore. Le sue proprietà derivano dalle minuscole scaglie sulle fibre cave, piene d’aria. Ciò fa sì che esse si uniscano e intrappolino l’aria isolandola. La vigogna possiede alcune tra le fibre più sottili del mondo con un diametro di 12 micron in meno del cashmere e poiché è sensibile al trattamento chimico, Malo ha lasciato il suo colore al naturale. La vigogna produce solo circa 0,5 kg di lana all’anno, e la raccolta richiede una determinata lavorazione. Al tempo degli Incas, la lana di vigogna veniva raccolta per mezzo di sforzi comuni chiamati chacu, in cui moltitudini di persone ammassavano centinaia di migliaia di vigogne in trappole a imbuto fissate in precedenza. Gli animali erano tosati e poi rilasciati; ciò veniva fatto solo una volta ogni tre anni. La vigogna, è stato creduto fosse la reincarnazione di una bella fanciulla che ricevette un cappotto d’ oro puro, quando acconsentì alle avances di un vecchio, brutto re. Per questo, era contro la legge per chiunque uccidere una vigogna o indossare il suo vello, ad eccezione dei re Inca.

la lana merino

Dalle fibre più nobili prende vita un oggetto unico e speciale di un lusso assoluto. La lana Merino, chiamata da noi l’oro dal cielo, è di un lusso invisibile e tenero. E ‘il piacere di una pausa, un sogno d’inverno, un cammino da percorrere con il cuore. La lana speciale di Malo è un dono che viene dalla natura, una fibra preziosa ottenuta da pecore Merino. In Australia la pecora merino è stata introdotta nei primi anni del XIX secolo e ha trovato un ambiente amichevole grazie al clima favorevole e alla disponibilità del pascolo. Ogni campione è in grado di produrre fino a 10 kg di lana finissima. Questo tipo di lana è particolarmente ricercata per la sua sottigliezza, dipendente dal fatto che il pelo di una pecora Merino è più sottile del pelo di una pecora comune. Generalmente il pelo, con un diametro di 20 micron o meno, proviene da una pecora comune, Malo utilizza fibre che hanno un diametro di 14 micron risultante da una lunga selezione di razze realizzate da un agricoltore australiano nel corso dei secoli. La fibra è rivestita con piccole squame che garantiscono un’elevata proprietà isolante e di reazione all’umidità. La lana merino protegge dal freddo e dall’umidità che causano la diffusione di malattie reumatiche e artritiche in generale, è anche un efficace rimedio terapeutico naturale nei casi di infiammazione e dolore. Non irrita la pelle e la protegge contro i cattivi odori grazie alle sue proprietà antibatteriche naturali.

il cotone pacha

Malo si muove con dolcezza, passione, leggerezza e calore. Il cotone di Malo è il piacere di un abbraccio, una carezza. Facile, discreto e raffinato, la qualità fine del cotone Giza è l’ideale per le temperature più calde. Questa preziosa fibra proviene dall’antico Egitto. Il cotone Malo di Pacha è la “regina” tra le varietà di cotone egiziano. Nel 1820 è stato impiantato per la prima volta grazie a Mohammed Ali Pasha, il fondatore dell’Egitto moderno, il cotone egiziano è noto da secoli per il suo valore. Le particolari condizioni climatiche, la fertilità della terra lungo il Nilo e nella zona del suo delta consentono solo nella regione di produrre il miglior cotone al mondo grazie agli ingredienti unici offerti dalla natura. Lo scrittore greco Erodoto ha scritto che “l’Egitto è il dono del Nilo”, una fontana di acqua fangosa per irrigare i campi. Nonostante questa delicatezza, la resistenza del cotone Giza resta elevata con una media di 44.30 g / tex, vicina a quella di cotoni meno pregiati come il Giza 88. Da questa combinazione di finezza e forza deriva il migliore filo nel mondo.

storia del cashmere

dettagli dei filati malo

La storia del Cashmere è anche l’affascinante storia dell’incontro tra le civiltà orientali e quelle occidentali che già nell’antica Roma ebbero modo di incontrarsi e contaminarsi. Dal porto di Barbaricum, l’attuale Karachi, partivano alla volta dell’Egitto navi colme di profumi, gemme, spezie, sete e preziosissime stole di cashmere. Le più ambite dalle nobildonne romane. Erano comunque pochissime quelle che potevano vantare una stola nel loro guardaroba: ci volevano tre tessitori persiani e tre anni di lavoro per completarne un solo modello.

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cashmere

La storia del Cashmere è anche l’affascinante storia dell’incontro tra le civiltà orientali e quelle occidentali che già nell’antica Roma ebbero modo di incontrarsi e contaminarsi. Dal porto di Barbarikon, l’attuale Karachi, partivano alla volta dell’Egitto navi colme di profumi, gemme, spezie, sete e preziosissime stole di cashmere. Le più ambite dalle nobildonne romane. Erano comunque pochissime quelle che potevano vantare una stola nel loro guardaroba: ci volevano tre tessitori persiani e tre anni di lavoro per completarne un solo modello.

 

Fu più tardi, con le guerre napoleoniche, che il cashmere conquistò i salotti d’Europa. Durante la campagna d’Egitto del 1792 i soldati di Napoleone depredavano i turchi mamelucchi del loro bene più prezioso: lo scialle di cashmere in dotazione ai ranghi più alti dell’esercito.

In un’epoca in cui le dame non indossavano cappotti, questo manufatto così caldo e così finemente decorato era l’accessorio più desiderato per ripararsi dal freddo. Lo stesso Honoré de Balzac, a metà dell’800, riferiva che l’acquisto di uno scialle poteva essere paragonato a quello di una carrozza.

Nell’arco di mezzo secolo, con la sua diffusione nella classe borghese, la richiesta di cashmere aumentò e la produzione si spostò dalle Indie al continente Europeo.

 

L’Inghilterra, avvantaggiata dalle relazioni commerciali con le colonie, divenne la madre patria della produzione europea di cashmere. Fino agli anni ’60 non c’era pullover, sciarpa, cappotto di cashmere che non fosse al 90% made in England. E questa storia continuò fino a quando nel 1972 qualcuno in Italia non decise di cambiarla.

il significato di malo

dettagli dei filati malo

Malo, dal latino “ego malo”, significa “io preferisco”. Un nome che si rivolge a chi percependo la differenza tra un buon cashmere e un cashmere di sublime fattura italiana, preferisce Malo

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La pelle, l’occhio, la mano possono apprezzare per prima cosa la qualità della materia: un cashmere scelto con affettuosa pignoleria selezionando solo il fiocco di capra più bianco, solo la fibra più lunga e più sottile perché solo così quel cashmere resisterà nel tempo.

Questa easiness, questa piacevole disinvoltura con la quale si indossa Malo, è assecondata anche dalle forme fluide, dalle linee pure, dall’eleganza discreta dei dettagli; tutti elementi che fanno di Malo un cashmere che regala una sensazione di totale adeguatezza perché accompagna con naturalezza qualsiasi pezzo del nostro guardaroba così come ogni momento della nostra vita. Provatelo sul divano in una domenica di pioggia, in una sera d’estate a Capri o in una giornata di lavoro. Scoprirete che la dote più apprezzabile del lusso contemporaneo è la sua versatilità.